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Ho seguito fin dall'inizio la discussione con molto interesse (http://freeforumzone.leonardo.it/viewmessaggi.aspx?f=58826&idd=417), astenendomi dall'intervenire in quanto l'argomento richiedeva molto spazio per essere approfondito nell'ambito di un post. Ho preferito quindi scrivere ad Alessandra e chiederle di pubblicare queste mie riflessioni nella pagina degli articoli. Successivamente gli altri potranno rispondermi sul forum. Spero che qualche frequentatore del Forum non mi voglia accusare di “sedere in cattedra” o di “ritenermi depositario della verità assoluta”: vorrei soltanto esprimere le mie idee al riguardo, idee che potranno essere condivise o contestate. Alla domanda con la quale si è aperta la discussione: “Esistono ancora i Diamanti di Gould Ancestrali?” risponderò subito affermativamente. La mia prima considerazione è stata che si sta facendo molta confusione fra i termini “Ancestrale e Selvatico”, fra “Puro e Inquinato dalle mutazioni”, fra “Soggetto mutato, Ibridi, Meticci e Razze”. In ornitologia si intendono per Ancestrale quei soggetti che fenotipicamente sono uguali a quelli che vivono allo stato selvatico. Prendo a prestito le parole di Francesco Faggiano che, nel suo libro ("Mutatis mutandi" Edizioni Foi), definisce il termine Ancestrale come “la codificazione espressa dai geni prima che qualsiasi mutazione sia avvenuta” . Le mutazioni si verificano anche in natura, solo che i soggetti mutati normalmente non riescono a trasferire le loro nuove caratteristiche alla prole per diversi motivi, fra i quali il principale per essere rifiutati dall'altro sesso, ma anche perché più vulnerabili ai predatori nella loro diversa livrea. Nei pressi della mia abitazione nidifica un Passero domestico con le timoniere bianche; ma non costituisce una rarità, essendo stati avvistati anche dei soggetti completamente bianchi. Se una mutazione si presenta in cattività, come la prima volta in Sud Africa con la comparsa del Diamante di Gould a petto bianco, il fortunato allevatore cerca di fissarla, ottenendo dei soggetti, di bellezza diversa dall'Ancestrale, ma non da meno. Il candore del petto nel Gould contrasta, esaltandole, le cromie delle altre parti del piumaggio. Con questo non voglio affermare che qualsiasi mutazione è bella, ma questo è questione di gusti, non di scarsa sensibilità verso quello che ha creato la Natura. Personalmente non gradisco quelle che nel Gould ne schiariscono troppo il piumaggio (vedi Pastello Petto Bianco ed ancora di più Blu Pastello Petto Bianco). Affermare che “i Gould mutati andrebbero sterilizzati” mi sembra un metodo così estremista di difendere la Natura, da ricordarmi quello degli integralisti musulmani che non esitano a sgozzare le loro donne che si discostano dal loro rigido modo di pensare. Vorrei sottolineare che anche un Diamante di Gould Ancestrale eterozigote, cioè portatore di una qualsiasi mutazione, é “puro”. Differisce da un soggetto Ancestrale omozigote, solo perché è portatore di mutazione. Accoppiando Ancestrale omozigote x eterozigote si ottengono solo Ancestrali eterozigoti (portatori della mutazione del genitore eterozigote), con piumaggio e disegno identico ad un Ancestrale omozigote (cioè non portatore). Nel caso si accoppino Ancestrali entrambi eterozigoti per la stessa mutazione, si otterranno il 25% di Ancestrali omozigoti, il 50% Ancestrali portatori ed il 25% di mutati. Ecco spiegato perché all'improvviso un allevatore a volte vede comparire un mutato da due Ancestrali: non sapeva di possedere una coppia formata da eterozigoti. Scusate l'uso ripetuto di alcune parole, ma era il solo modo per esprimere meglio i concetti. Quanto all'affermazione che i “selvatici” sono più belli e di maggiore taglia degli “allevati”, non mi trova d'accordo. Giudicare un soggetto dalla foto non è il modo migliore, specialmente per valutarne la taglia. Inoltre dissento del tutto dall'acquisto di soggetti di cattura, in quanto incentivo al bracconaggio che, grazie alla diffusione nel mondo intero dell'allevamento del Diamante di Gould, ha contribuito ad eliminarlo quasi del tutto (oltre le severe norme vigenti in Australia da oltre mezzo secolo). Concordo che presentano l'ampiezza del petto e la testa imponente rispetto alla stragrande maggioranza dei Gould che incontriamo in quasi tutte le mostre; ma negli ultimi anni in quelle estere di alto livello sono esposti soggetti con queste caratteristiche, che ritengo sono stati ottenuti attraverso un paziente lavoro di selezione e non certo incrociandoli con esemplari selvatici. Lo standard del nostro estrildide prevede infatti che presenti la forma, definita a “carota”, recitando testualmente: “…..é caratterizzato da una forma armoniosamente affusolata, con spalle e petto ben sviluppati e parti inferiori moderatamente sfuggenti. La testa ben posizionata sul tronco, deve essere arrotondata e di buone dimensioni rispetto al corpo. La linea del corpo, dolce e regolare, è allineata con l'addome formando una curva, di forma ellittica regolare, che sfuma nel sottocoda. Posizione eretta (circa 50°) con il ventre ben sollevato dal posatoio”. Questo dimostra che la selezione che si attua per partecipare alle mostre mira a riprodurre esemplari quanto più vicini possibili al Diamante di Gould “selvatico”. D'altronde per quegli uccelli dove non è stato predisposto uno standard, il giudice emana il verdetto prendendo come parametro di riferimento il rispettivo “selvatico”. Come si spiega allora la presenza di tanti esemplari così lontani dal tipo “selvatico” e dal tipo “standard”? La risposta è semplice: da oltre mezzo secolo il Gould è stato allevato male, in quanto si è puntato a fine di lucro alla quantità e non alla qualità. Questa graduale inversione di rotta è quindi merito dell'Ornitologia e degli allevatori seri ed impegnati che puntano a di far vivere e riprodurre in ambiente controllato un bellissimo uccello, purtroppo ridotto ormai in libertà a qualche migliaio di esemplari. Quanto agli esemplari di taglia imponente, visti per la prima volta al Mondiale di Losanna del 2004, sono stati ottenuti con una più corretta alimentazione, ricca di proteine animali, somministrata ai pulli nei primi giorni di vita. Questa tecnica è stata adottata osservando che i Gould “selvatici” imbeccano i loro piccoli catturando una quantità di insetti superiore agli altri uccelli con i quali convivono. Questa corsa al “gigantismo” è già in atto da molti anni (specialmente all'estero) in altre categorie di volatili da esposizione. Da parte mia non sono favorevole, andando a scapito di altri aspetti, come la qualità del piumaggio e la capacità riproduttiva (leggasi Ondulati inglesi, Mandarino olandese, Canarini di razza pesante, ecc.). Conversando con un membro della Commissione Tecnica Nazionale – Indigeni, Esotici, Ibridi, l'ho trovato d'accordo con me quando ha affermato testualmente: “…alle mostre un soggetto non si giudica a peso, ma in base a tanti altri fattori”. Quanto a coloro che riproducono senza balie li apprezzo moltissimo, per la pazienza e lo spirito con il quale accettano le inevitabili delusioni che la loro scelta comporta. Non é detto che fra qualche anno non mi dedichi anch'io a questo tipo di allevamento. Ma non mi vengano a dire che con ciò contribuiscono ad allevare individui con intatta capacità riproduttiva da reintrodurre eventualmente nel loro habitat, dove sono in progressiva riduzione. Se i Gould riprodotti nei loro allevamenti fossero liberati per ripopolare l'Australia, andrebbero incontro a sicura morte: l'estridide che alleviamo è ormai un animale domestico a tutti gli effetti. Se si dovesse ricorrere al ripopolamento, questo è un compito riservato ad organizzazioni che dovranno procedere con metodi scientifici a riambientarli progressivamente nell'ambiente selvatico. L'ibrido è l'incrocio fra soggetti appartenenti a generi diversi (esempio Diamante di Gould x Diamante di Kitlitz, cioè genere Chloebia x genere Erythrura), che normalmente genera prole sterile. Solo in qualche raro caso una buona percentuale risulta fertile, offrendo spunto di riflessione ai tassonomisti sulla corretta classificazione adottata. L'Ornitologia può essere orgogliosa di avere dato il suo contributo alla scienza per approfondire le conoscenze. Come esempio cito per tutti il caso del Cardinalino del Venezuela x Canarino domestico, che pur appartenendo a generi diversi, produce ibridi in buona percentuale fertili, con i quali si è riusciti a traslare sul diffusissimo canterino il gene che consente la sintesi del lipocromo rosso, ottenendo i bellissimi Canarini di colore... in questo non vedo nulla di offensivo verso la Natura. Evidentemente la diversità genetica fra le due specie è ridotta, nonostante gli areali siano così lontani, l'uno isolato nelle Canarie l'altro in Venezuela. Da questo gli studiosi hanno tratto una prova sulla deriva dei continenti, quando riuniti in unico blocco, la probabile discendenza da un comune progenitore, a seguito del processo evolutivo, ha dato luogo alla formazione di due rami, il genere Serinus, diffuso con diverse specie in Africa, e quello del Carduelis cucullata in Venezuela. A conferma di quanto nel mondo del nostro hobby ci si preoccupa di salvaguardare la Natura, basta citare la disposizione della Confederazione Internazionale Ornitologica (C.O.M.) che proibisce l'esposizione di ibridi interspecifici in quanto, potendo risultare fertili, la loro liberazione, involontaria o volontaria, nell'ambiente creerebbe il rischio di alterazione delle specie da cui derivano. Il discorso “razze” è diverso, in quanto non si tratta di modifiche naturali, ma di meticciamenti mirati a modificare la struttura dell'animale. Secondo il mio modo di vedere posso accettarla se indirizzata a creare un bell'animale (esempio un canarino “Parigino”); al contrario se dai vari incroci si ottiene un esserino esteticamente brutto, malaticcio e che stenta a reggersi sul posatoi. Ma i gusti sono gusti…… alcuni amano “il bello dell'orrido”!!!!! Spero che non mi legga qualche cultore di queste razze, perché non voglio correre il rischio di essere malmenato nel caso mi incontri a qualche mostra!!
18 ottobre 2006 Eduardo Corsini ultima revisione di questa pagina: 10 giugno 2007 |
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