Trascrizione della chat del 16 marzo 2006

"Osservazioni sul comportamento dei Gould per rilevare eventuali patologie o parassitosi"

Relatore: Eduardo Corsini

<educ> = Eduardo Corsini, relatore della chat

<educ> Il comportamento del Diamante di Gould è diverso da quello di altri esotici presenti negli allevamenti, appartenenti al genere eritrurya (Diamante di Kitlitz, Diamante Pappagallo, Diamante Quadricolore, Diamante Codarossa, ecc). Siamo abituati a vedere questi uccelli in genere saltellare nervosamente da un posatoio all'altro oppure attaccarsi alle sbarre. Anche i fringillidi indigeni (cardellini, lucherini, fanelli, ecc) mostrano questo comportamento.

Si tratta di uccelli anche loro bellissimi nelle cromie, ma il loro continuo movimento non consente di apprezzarle in pieno. Il nostro beniamino australiano invece restando più tranquillo sembra fare sfoggio dei suoi colori, racchiusi nei diversi disegni in maniera netta: maschera, filetto, gola e petto, mentre l'azzurro del collarino e del codione sfumano, il giallo intenso del ventre anch'esso sfuma gradatamente verso il bianco sporco del sottocoda.

È descritto molto bene nei criteri di giudizio della FOI, che recitano testualmente alla voce portamento: “Il Diamante di Gould è un uccello tranquillo, deve ben presentarsi al giudizio alternando momenti fermi sul posatoio a saltelli senza mostrare nervosismo. Atteggiamenti sonnacchiosi o, al contrario, agitati vanno penalizzati”.

Inoltre è un uccello che si stressa facilmente, ad esempio dopo uno spostamento di gabbia o di ambiente, dopo l'impegno della riproduzione, durante il dispendio di energie nella muta. Eventi che lo portano a ridurre in parte la vivacità, restare fermo con la testina infossata fra le spalle, a volte nasconderla sotto l'ala per fare un sonnellino.

Ho voluto fare questa premessa in quanto coloro che lo conoscono da poco tempo, possono pensare che sia in atto qualche patologia ed affrettarsi ad avviare una terapia a base di antibiotici o sulfamidici. Nulla di più errato. L'uccellino già debilitato verrebbe ulteriormente penalizzato dal trattamento. Opportuno invece limitarsi a somministrare un complesso polivitaminico ed un poco di pastone, che lo aiuteranno a superare il momento.

Abbiate fiducia: per nostra fortuna, nella maggior parte dei casi, dopo qualche giorno il Gould riprende la sua normale vivacità.

Certamente questo stato fisico può favorire l'insorgere di una coccidiosi, sempre latente nei nostri soggetti. La coccidiosi è l'argomento che tratterò per primo in quanto è la patologia che si riscontra più frequentemente, quasi sempre senza assumere forma epidemica se l'allevamento è composto da soggetti robusti.

L'agente della coccidiosi è un protozoo saprofita presente permanentemente nell'intestino del Gould, con una carica fisiologica che non genera patologie. Condizioni di forte stress, repentini abbassamenti di temperatura ed altri fattori, ne provocano a volte una virulenta moltiplicazione. Il primo sintomo che il soggetto manifesta é il caratteristico “impallamento”; successivamente le feci diventano diarroiche e di colore biancastro.

Attenti però: questi sintomi non sono esclusivi della coccidiosi, ma comuni ad altre patologie. Sarà il veterinario, attraverso un esame coprologico, accompagnato da antibiogramma, a stabilire la natura del male e prescrivere la terapia appropriata. Somministrare “alla cieca” un antibiotico può risultare inefficace, se non è specifico per l'agente patogeno in causa.

Comunque, a volte la situazione può concludersi con la morte del soggetto, ma non bisogna drammatizzare e precipitarsi a somministrare medicine. Le terapie secondo le opinioni più recenti dei veterinari (che la maggior parte degli allevatori, me compreso, condivide) vanno poste in atto solo in presenza di forme epidemiche che colpiscono l'intero allevamento. Il decesso di qualche soggetto, se contenuto in una bassa percentuale, è fisiologico.

Mi rendo conto che l'allevatore che ne possiede un numero limitato resterà più dispiaciuto di colui che ne alleva qualche centinaio, ma pazienza……..questa è la vita!

L'altro argomento di cui vorrei parlare è l'acariosi respiratoria con la quale vengono spesso confuse altre patologie dello stesso apparato, in quanto i sintomi sono comuni. Il responsabile dell'acariosi respiratoria è un parassita interno (Sternostoma tracheacolum) che si annida nella trachea del volatile, provocando, specialmente la sera, respirazione sibilante e faticosa, con sollevamento ritmico della coda.

Non è facilmente diagnosticabile: un veterinario esperto, osservando la trachea illuminata in trasparenza con una piccola torcia è in grado di individuare, con l'aiuto di una lente di ingrandimento, gli acari sotto forma di puntini neri. La cura è a base di ivermectina (Ivomec), medicina molto forte (si usa normalmente per ovini, bovini ed equini) diluendone una goccia in glicole o glicerina liquida nella misura di 1:9.

Per concludere parliamo della ritenzione dell'uovo , problema al quale le giovani femmine di Gould sono abbastanza spesso soggette. È facile diagnosticarla: si soffermano sul fondo gabbia con il piumaggio arruffato, ansimando e sollevando ritmicamente la coda.

Un rimedio empirico, ma efficace il più delle volte, è quello di appoggiare per alcuni minuti la cloaca su una bottiglia piena di acqua calda, avendo cura di non scottare l'animale, in modo che il caldo-umido favorisca la dilatazione. Si può accompagnare il trattamento ungendola con olio. Riporre la bestiola nella gabbia lasciandola tranquilla, sperando che funzioni……se non funziona pazienza!!!

Tenere presente che se l'inconveniente si ripete spesso la vagina si potrebbe rilassare ed infettare, provocando la morte dell'animale. Questo ci deve spingere all'utilizzo preventivo prima dell'inizio della stagione cove di Vitamina E, che non è uno stimolante (come si crede), ma tonifica l'apparato genitale, rendendolo più resistente alle infezioni.

Mi limito a queste patologie, descrivendone i sintomi (ripeto comuni ad altre) che sono il tema di questa sera. Trattarne la terapia da parte mia sarebbe presuntuoso ed andrei ad invadere il campo specifico di un veterinario.

Ho concluso, grazie dell'attenzione e…….. sotto con le domande

<Giumana> La patologia che più da vicino mi tocca è stata l'acariosi respiratoria, osservando il loro comportamento mi sono accorto che per primo ha iniziato a tossire un guancia arancio poi i cardellini e di seguito i diamanti di gould. Osservando che questa tosse era più che altro un modo per espellere qualcosa della gola e vedendo che strofinavano il becco ripetutamente sui posatoi ho ipotizzato che fosse acariasi. Inoltre non avevano feci. Dimenticavo che la sera entravo nella sala e sentivo fischiare pensi possano essere stati acari? E se sì, dopo una repentina disinfestazione è possibile si ripresentino senza introdurre altri soggetti?

<educ> Giumana, Non sono in grado di esprimermi con un sì o con un no. Come ho detto, i sintomi dell'acariosi sono simili a quelli di altre patologie. Potrebbe dare una risposta sicura un veterinario. Comunque non mi risulta che questa patologia si molto diffusa in Italia, mentre in Australia sui Gould allo stato selvaggio costituisce una delle maggiori cause di riduzione della popolazione.

<_Dario1978_> Tirando le somme... se ci si trova nella situazione in cui un soggetto si impalla mostrando di essere malato, ma non sappiamo cosa lo ha colpito, come ci dobbiamo comportare? Non sapendo il problema, dobbiamo ricorrere a vitamine generiche?

<educ> Ho iniziato l'argomento del giorno trattando il normale comportamento del Gould quando sta bene, che potrebbe fare pensare che stia male. Dopo ho indicato i comportamenti in presenza delle situazioni patologiche più diffuse. Non sono in grado in chat di effettuare diagnosi e prescrizioni. Vi ho descritto il mio modo di fare dettato dall'esperienza. Dopo ciascuno ne tragga le conclusioni ed agisca come crede. Così ho fatto nei primi anni che che allevavo i Gould. L'esperienza si acquista man mano....anche sbagliando.

<_Dario1978_> Ma io parlo di situazioni in cui il malessere è palesemente reale… non contemplando errori di giudizio, che ritengo fortunatamente di non compiere.

<educ> Vorrei aggiungere che proprio la scorsa settimana un novello di circa 4 mesi ha iniziato a stare con la testa affossata nelle spalle ed a sonnecchiare. Non ho fatto nulla, dopo un paio di giorni é tornato vivace come prima.

<_Dario1978_> allora mettiamola così… se ho un soggetto sul fondo che sta male, ma male realmente, aspetto solo la sua morte o posso tentare qualche soluzione?

<educ> Dario, per prima cosa isola il soggetto e somministra vitamine, osserva le feci e se la cloaca é imbrattata. In quel caso rivolgiti al veterinario oppure se vuoi tentare il "fai da te" somministra un antibiotico a largo spettro. Mi hanno consigliato Ciproxin 1/2 pasticca da mg 250 in un litro per 8 giorni.

<AleNeg> Ho notato che i miei gould quando vengono messi nella mia voliera all'inglese, tendono a impallarsi, mentre appena li rimetto nelle gabbie normali, smettono. Sia i novelli che gli adulti. Ti è mai capitata una cosa simile? Non è che soffrono per il fatto di non poter vedere fuori, o la “mancanza” di un ricircolo d'aria?

<educ> Ale, non ho notato differenza di comportamento nei due tipi di gabbia.

<FedeDM> Ho trovato un mio gould un paio di giorni fa con delle essicazioni alle narici, io gliele ho tolte e non si sono più. Il diamante in questione e più gonfio di tutti gli altri coinquilini, devo sottolineare che i miei soggetti sono entrati in muta in questa settimana. Sempre lo stesso soggetto fa vibrare le ali come se volesse volare ma invece rimane fermo sul posatoio e li mi sono agitato un poco non avendo mai visto questo negli altri soggetti. Sa darmi informazioni a riguardo?

<educ> Mi sembra di capire che si sono formate delle crosticine alle naricie non tutto intorno al becco. Nel primo caso potrebbe trattarsi di residuo di raffreddore. Nel secondo caso acari del becco che si possono eliminare con applicazioni di Frontline.

<FedeDM> Il frontaline una volta a settimana è troppo?

<educ> Fede, il soggetto in questione é dimagrito? Palpagli i muscoli sternali.

<FedeDM> no non è dimagrito è bello vispo.

<educ> Del comportamento (agitazione delle ali) non mi preoccuperei. Il Frontline applicalo un paio di giorni in una settimana e dopo basta, rimani ad osservare.

<Giumana> La perdita delle piume nel collo o sulla nuca può anche essere dovuta a presenza di microscopici acari sulla cute? Ma come mai i gould soffrono di questo tipo di patologia?

<educ> Giuseppe, subito prima della muta e dopo la riproduzione quasi tutti i Gould si presentano spiumati e con le remiganti e timoniere logore. Dopo la muta li rivedrai belli come prima. Questo é il motivo per cui le mostre si tengono da settembre in poi.

<Giumana> Ma il mio gould è calvo da tre mesi o forse più.

<FedeDM> Il mio da Agosto, quello blu.

<Giumana> C'è qualche motivo in questo?

<AleNeg> Parlano di quei casi in cui nemmeno le vitamine apposta riescono a far rispuntare le piume.

<Giumana> Esatto.

<educ> Aspetta che muti e dopo vedi. Durante la muta aiutalo con Nekton Bio e pastone 2 volte la settimana. Più di questo non possiamo fare. Comunque, se hai il dubbio che si tratta di parassiti, osserva la parta con una lente di ingrandimento.

<_Dario1978_> A proposito di parassiti. Se la voliera che accoglie i Gould viene invasa da acari, visibili ad occhio nudo su fondo e posatoi, quindi presenti in maniera massiccia, con quale modalità sarebbe meglio muoversi sia sugli uccelli che sull'ambiente?

<educ> Penso che ti riferisci agli acari rossi, che generalmente non gradiscono il sangue dei Gould, quindi non propagano in maniera massiccia, tranne che i Gould non convivano con altre specie. Se si tratta di acari rossi é un bel problema. Conosco una signora che teneva in salotto una voliera con parrocchetti. Si é accorta degli acari solo dopo che avevano invaso anche i divani. Mi ha confessato che é stato un casino per estirparli.

<_Dario1978_> Io ho formulato la domanda in seguito ad un'esperienza personale. Gli acari erano neri e piccolissimi rimediai lavando tutto e spruzzando massicciamente uno spray antiparassitario, alloggiando gli uccelli in un'altra gabbia dando anche a loro una spruzzata sotto le ali. Feci bene o rischiai spruzzando il corpo dei Gould?

<educ> E' sempre meglio prevenire: ecco perché é preferibile usare gabbie in metallo e posatoi in legno "pieno". Gli acari rossi di giorno si presentano neri all'alba dopo il pranzo notturno rossi per il sangue succhiato. Gli uccelli si debilitano ed i pulli in genere muoiono.

<_Dario1978_> Però ho risolto... vorrei capire se ho sbagliato però spruzzando spray come un invasato, è stato efficace, ma non so se ho fatto qualcosa di rischioso o meno.

<educ> Prova a collocare la sera nel fondo sotto la griglia in modo che gli uccelli non possono beccarli dei pezzetti di carta bianchi; la mattina successiva alzali e osserva se sotto ci sono gli acari rossi.

<_Dario1978_> Lo spray in questione è il K.O. della Encia.

<educ> Non conosco questo prodotto, ma ritengo che si tratti di un insetticida a base di piretro, non nocivo agli uccelli.

<AleNeg> Torniamo alla ritenzione dell'uovo: è un problema recidivo, cioè una femmina che l'ha avuta, ha più probabilità di soffrirne di nuovo, oppure non vuol dire nulla in termini di probabilità?

<educ> Ale, per mia esperienza se non si é verificato molte volte. L'anno successivo potrebbe andare bene.

 

Un sincero ringraziamento a Eduado per essersi prestato a fare da relatore nella nostra chat.

ultima revisione di questa pagina: 12 giugno 2007


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