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<educ> = Eduardo Corsini, relatore della chat (prima parte, 8 febbraio 2007) <educ> Considerato che la discussione comporterà molte domande, propongo di seguire un ordine, iniziando a parlare dei primi due tipi di allevamento sub 1) e sub 2) che presentano punti in comune ( vedere la relazione introduttiva ). I quesiti relativi a sub 3) e sub 4), che potrebbero spaziare dalle mutazioni ai criteri selettivi, dalle caratteristiche dei locali all'alimentazione, ecc, se sarà il caso li rinviamo al prossimo giovedì, in modo da trattarli in maniera abbastanza approfondita. Ritengo che fra i frequentatori del sito non ci siano quelli che detengono solo senza tentare la riproduzione. <Meme> Io sarei interessato al punto 2, solo con una particolarità: allevamento all'aperto. AleNeg> Al nord, nel tuo caso, giusto? <Meme> Già, nebbia brina e vento. <educ> All'aperto, se sono ben riparati, sembra che resistano, ma di riproduzione fino a primavera non se ne parla. <Meme> Però riparati con paratie e coprendoli con piumini vecchi di notte. <educ> Un allevatore del Trentino, che vive a circa 1.000 m di altitudine e che li tiene all'aperto, mi ha detto che in inverno comunque li ritira all'interno. <Meme> Io prenderò una coppia di testarossa ancestrali ad aprile da una persona che ne ha di già selezionati per star fuori. <educ> Comunque, la notte dove abiti a quanto arriva la temperatura in inverno? <Meme> Quest'anno ha fatto per 3-4 volte sotto zero di qualche grado... canarini, mandarini e agapornis fischeri non hanno avuto problemi. <educ> Prova, poi ci riferisci così facciamo esperienza anche sotto questo aspetto. <AleNeg> Ma è vero che all'aperto si ha una selezione naturale, per la quale si forma un ceppo resistente, ma a spese dei più deboli? <educ> I Gould non sono fisiologicamente adatti a questi climi. Ha ragione Ale, sono i gould più deboli a farne le spese e a soccombere. <AleNeg> Poi occorre mettere in conto anche gatti, rapaci, topi, zanzare, ecc. <Meme> Io acquisto da uno che li tiene già da anni fuori, così in teoria anche i figli saranno più resistenti.
<Giumana> A me capita una cosa ogni anno: nel fare le coppie e nell'introdurle in voliera, non si separano fino alla fine della stagione e a volte si riuniscono anche l'anno dopo. Ne hai riscontri? <educ> Certo, in voliera si comportano come in natura. Nel mio libro riporto una relazione della Dottoressa Tidemann che descrive questo comportamento: dopo la riproduzione, gli stormi si spostano nelle zone più interne e alte; ritornano nelle zone di nidificazione l'anno successivo e spesso si riformano le stesse coppie. Ho ripetuto per coloro che non hanno letto il mio libro. <Giumana> Dunque si può fare selezione in voliera? <educ> Sì, se prima formi le coppie e poi le collochi in riproduzione in voliera. <Giumana> Come faccio io e molti mi guardano storto… <educ> Bisogna comunque vedere che genere di selezione intendi.
<AleNeg> I neofiti noto che spesso sono “sentimentali” e tendono ad assecondare troppo gli uccelli. Spieghi come mai è sbagliato comportarsi così e perché è invece importante dare dei ritmi fissi e costanti? <educ> Bisogna rispettare il ciclo biologico. Ricordo un post di qualche tempo fa, dove una ragazza si lamentava perché aveva separato la coppia che era andata in muta, ma notava che il maschio cantava. Voleva sapere se era preferibile rimetterlo con la femmina perché era innamorato e soffriva la solitudine. <AleNeg> Mettono e tolgono i nidi come nulla fosse. Facendo così, quali rischi corrono? <educ> La muta è un fenomeno fisiologico dipendente dalla disponibilità alimentare e dal fotoperiodo. In natura, con l'approssimarsi della stagione invernale, le ore di luce si riducono, il cibo diminuisce, il follicolo dove è impiantata la penna, attraverso un'intensa attività metabolica, spinge alla formazione della nuova penna che, sviluppandosi, provoca la caduta della vecchia. Nei nostri allevamenti dobbiamo cercare di riprodurre artificialmente le situazioni naturali: riduzione della luce e della temperatura, modifica dell'alimentazione, fornendo quei prodotti che favoriscono la formazione del piumaggio. È importante usare un prodotto polivitaminico specifico per la muta e ridurre la quantità di proteine. Mettere a disposizione più spesso il bagno che, ammorbidendo la cute, facilita la caduta del piumaggio vecchio. Il rischio dato dai comportamenti incostanti dell'allevatore é quello di sfasare i soggetti, che magari si riproducono comunque, ma finiscono con lo stressarsi.
<Meme> Quale nido va meglio? E i pro e i contro dei vari nidi riguardo ai gould? <educ> Il nido da preferire é quello a doppia camera, anche se spesso si accontentano di un nido ad una sola camera. <Meme> Ma con una camera più profonda o due camere uguali? Cioè tipo i nidi per forpus o per inseparabili? <educ> Meglio a 2 dimensioni. Anticamera più piccola e camera di cova più spaziosa. <AleNeg> Sono praticamente tutti così i nidi a doppia camera <educ> Si trovano già in vendita. <Meme> Ma per 2 dimensioni si intende che la camera "vera e propria" debba essere più profonda, verso il pavimento, tipo a L? <educ> Si usano anche quelle a L come x i pappagalli di grossa taglia. <Meme> Esatto, ma quale è meglio? <educ> Come dicevo, i Gould si adattano in genere. Poi ci sono quelle coppie che non voglio sapere di nidificare (per fortuna rarissime).
<FedeDM> Di quante ore ha bisogno un gould per avviarsi al periodo di riproduzione? <educ> Durante la riproduzione tengo accesa la luce dalle 6 alle 17. Trovo inutile dare 12 ore come ai canarini, perché i passeri alle 16 circa vanno a nanna comunque. <FedeDM> E dopo, quando hai solo pulli in crescita? <educ> Cosi intendi, pulli in crescita già svezzati? <FedeDM> Sì. <educ> Seguo la regola delle ore di luce per il periodo della muta. Mi spiego, durante la muta è preferibile ridurre le ore e tenere il locale in penombra: questo accelera la muta e mantiene i soggetti più tranquilli e senza situazioni di stress. La luce artificiale la utilizzo quando occorre. Bisogna regolarsi in base al proprio locale. <FedeDM> Tu dici che ora posso fare a meno della luce artificiale, ora che ho finito il periodo di riproduzione? <educ> Il mio locale è molto luminoso. Ho già ridotto la luce artificiale con spegnimento alle 15:30. Quando la luce naturale aumenta di intensità, essendo i gould ancora in muta, colloco alla finestra dei teli verdi ombreggianti per uso agricolo per rendere soffusa la luce.
<rosy> Per quanto riguarda il sale minerale e il grit, devono essere sempre a disposizione? <educ> Grit e sali minerali sempre a disposizione, inoltre io aggiungo i sali minerali ai semi germinati. Solo qualche cucchiaino in relazione alla quantità dei germinati. I semi germinati arricchiti con pastone addizionato nelle dosi prescritte con spirulina, transivit e fermentos plus. <rosy5937> Educ, io in riproduzione uso pastoncino + semi bolliti + spirulina + lievito di birra + sali minerali. In riposo, pastone secco non all'uovo, qualche volta. <educ> Rosy, mi sembra che confezioni un buon prodotto. Comunque, i germinati sono di gran lunga superiori per potere nutrizionali rispetto ai bolliti. <AleNeg> Ma ecco, allora tu sei favorevole al grit... io sono contraria, non lo uso proprio... come mai queste 2 scuole? <educ> Lo uso per consuetudine, ma secondo me se ne può fare a meno, anzi non secondo me, ma secondo una scuola americana. <AleNeg> Credo anche io. <Meme> In base a cosa dicono questo? <educ> Il grit dovrebbe servire a favorire la triturazione dei semi ingoiati con la buccia. <AleNeg> Esatto. <Meme> Quindi inutili per la funzione digestiva dello stomaco muscolare... <AleNeg> Dato che i gould ingoiano i semi sbucciati, non hanno bisogno di pietruzze per triturare il guscio dei semi, come capita appunto nei colombi, nelle galline, ecc.
<Meme> I semi germinati e bolliti al negozio sono la stessa cosa? Che scadenza hanno quando non sono stati ancora bolliti o fatti germinare? Ne ho un sacchetto da 4 anni, mai usato e datomi da un allevatore per i canarini, ma non ricordo più se erano germinabili o da bollire. <educ> La miscela preparata in negozio in genere è per i fringillidi (contiene ravizzone, che i Gould non mangiano). Io la preparo da me: 25% grano, 20% niger, 25% miglio, 20% panico, 10% perilla. <AleNeg> Quindi Meme intendi la miscela di semi, non i semi che vendono in barattolo già bolliti. <FedeDM> Grano? Mais? <rosy5937> Girasole micron? <educ> No, niente girasole né mais. <rosy5937> Edu, come mai non usi nella miscela pure girasole micron, di cui vanno matti? <educ> Il girasole è troppo grasso, il mais troppo grosso. Non si può dare tutto quello che piace. Anche i pappagalli mangerebbero solo girasole, ma dopo un poco scoppierebbe il fegato.
<Meme> Integratori: quali, quando e come? <educ> Per integratori si intendono diversi prodotti: 1) vitamine del tipo adatto a ogni periodo, cioè un prodotto polivitaminico per tutti i periodi, da somministrare con cadenze diverse: più frequentemente durante riproduzione e muta, meno nel periodo di riposo. <AleNeg> In effetti molti neofiti restano spaesati di fronte ai mille prodotti che sono in vendita… magari riusciamo a indicare un certo numero limitato di prodotti fondamentali, senza riempirci casa di boccette e flaconi di ogni tipo <educ> 2) Vitamina E per la preparazione alla riproduzione, più ricca di biotina nel periodo della muta (io uso Nekton Bio), 3) sali minerali, 4) spirulina + transvit + fermentos plus da miscelare al pastone secco. Esistono altri prodotti: a scelta un allevatore li può usare seguendo le indicazioni del produttore, ma da parte mia sono contrario a questo uso massiccio, in questo confortato da Mr. Abbate che rimprovera gli allevatori italiani di usare troppi prodotti. <AleNeg> Sì, è vero, lo dice sempre anche a me, lui ha un metodo di allevamento molto spartano. <rosy5937> Educ, ma il Nekton Bio lo dai liquido? <educ> Il Nekton Bio è in polvere e viene somministrato sciolto in acqua nelle dosi prescritte. Forse si potrebbe miscelare al pastone. <AleNeg> Io le polveri non le metto mai nell'acqua. <Nomeeduc> Non ricordo se nella confezione è indicato anche di miscelarlo al pastone, comunque preferisco scioglierlo in acqua perché sono sicuro che ne fruiscono meglio.
<educ> Vorrei fare il punto ella situazione. Per coloro che vogliono detenere i Gould senza dedicarsi alla riproduzione oppure vogliono tentarla con qualche coppia senza velleità selettive o sportive (partecipazione alle mostre). L'allevamento non richiede particolari accorgimenti diversi da quelli che si dedicano ai canarini. Per coloro che vogliono imbarcarsi in un allevamento più impegnativo, che ho indicato nella relazione introduttiva sub 3) e 4), ne riparliamo la prossima settimana. Approfondiremo un allevamento un po' più impegnato.
<FedeDm> Lo ionizzatore è utile? <educ> Tutto è utile e tutto è superfluo; se si vuole rendere l'allevamento più funzionale e sano, l'ozonizzatore e lo ionizzatore sono utili. Comunque dipende dall'ambiente: in alcuni casi sono indispensabili. <FedeDm> Io da quando ce l'ho mi trovo benissimo: non c'è più l'aria soffocante che c'era l'anno scorso quando entravo in allevamento e mi basta accenderlo 10-15 minuti, il tempo di pulire e fare i beverini. <educ> Questo conferma che nel tuo locale é necessario. <LUCRETIAM> Ma hai visto miglioramenti anche da parte dei tuoi uccelli? <educ> Ritengo che convenga tenerlo acceso almeno 1 ora di continuo a intervalli. <FedeDm> Non sono più amorfi e non soffrono più la polvere e l'aria stagnante che c'erano prima; già dopo 15 minuti è sufficiente, il mio stanzino è un buco… l'aria è totalmente cambiata.
<rosario> Edu a me è capitata in settimana la morte di un gould per un occhio abbassato. Stava arruffata, poi il giorno dopo è morta. Come la potevo curare? <educ> Alla domanda di Rosario non mi sento di rispondere. <LUCRETIAM> Perché non ti senti di rispondere, Edu? <rosario> Perché Edu? <AleNeg> Le cause possono essere innumerevoli. <FedeDm> Ale, riguardo alle malattie io consiglierei il libretto che ho comprato sui canarini, edito dalla FOI; è ottimo, tu cosa dici? <AleNeg> È ben fatto, però è comunque solo una guida, perché per avere diagnosi certe la strada è solo una e la sapete anche voi. <educ> Inoltre, come si può diagnosticare via internet? A parte che poi non sono un veterinario…
(seconda parte, 15 febbraio 2007)
<AleNeg> Nella scelta di quali soggetti novelli tenere e quali cedere, quali sono i fattori da tenere in considerazione, in ordine di importanza? <educ> Prima di tutto nella scelta dei soggetti devi tenere presente il loro stato di salute e dopo conoscere bene lo standard se vuoi partecipare alle mostre. <AleNeg> Enzo mi ha spiegato qualcosa, ma voglio approfondire anche perché è un aspetto che penso interessi a molti. <ENZO54> Quando ci siamo sentiti, ti dissi che la prima cosa da valutare è avere ben presente che tipo di mutazione vuoi portare avanti. Poi passare a una selezione che deve in primis tenere presente l'aspetto fisico, il portamento. <AleNeg> Esatto. <AleNeg> Io sono orientata sugli ancestrali e sui pettobianco, nei 3 colori della testa. <educ> Lo standard è riportato sul mio libro per ciascuna mutazione, inoltre ho riportato quello che ho appreso dai contatti con i giudici e soprattutto partecipando a una lezione agli allievi giudici tenuta da Emilio De Flaviis. <AleNeg> Il mio obiettivo sarebbe: 1) privilegiare la riproduzione in purezza; 2) avere soggetti buoni (ma non necessariamente a livello di premi alle mostre). <ENZO54> Non devi necessariamente selezionare per avere soggetti da mostra. Devi selezionare per avere comunque soggetti che rispettino il più possibile lo standard. <AleNeg> Cioè, io mi ritroverò a dover scegliere fra 40 novelli o più per la prima volta nella mia vita… e non so da cove cominciare... <ENZO54> Bene... e allora fra questi devi scegliere quei soggetti che possano garantirti quello che vai cercando. <educ> Se vuoi selezionare soggetti che allevano in purezza, per prima cosa devi togliere quelli che non allevano da soli, senza preoccuparti dello standard. <AleNeg> Sì quella è la mia priorità, prima ancora dello standard. <educ> Dopo, fra questi scegli quelli che hanno un bel portamento e che si presentano bene in salute. <AleNeg> Quindi una cosa drastica. <educ> Dopo che hai creato un ceppo che alleva in purezza, cominci a selezionare in base allo standard, ma occorrono un bel po' di stagioni per ottenere questo risultato. <AleNeg> Beh, non ho fretta. E per la scelta in base allo standard... ma in che ordine? <educ> Inoltre puoi accoppiare per scegliere la mutazione che preferisci, ma tieni presente che gli ancestrali sono quelli che danno più probabilità di allevare in purezza e sono anche più facili da selezionare per lo standard. <ENZO54> È indubbio che così facendo ti si allunga il periodo di “ricerca", ma se è quello che vuoi e non hai pressioni di tipo "mostre" va bene così. <AleNeg> Ok, quindi, nel mio caso: 1) purezza, 2) disegno? <ENZO54> Devi stare attenta a non perdere di vista la taglia, il portamento, l'aspetto fisico. È un attimo! <AleNeg> 3) portamento? <educ> Ritengo che per gli scopi di Ale siano prioritari il portamento e le condizioni piuttosto che il disegno. <ENZO54> In più ti si restringe il campo di ricerca su più mutazioni, per cui devi scegliere anche lì quale selezionare. <LUCRETIAM> Perché gli ancestrali sono più portati ad allevare in purezza? <educ> Non lo so, l'ho detto in base all'esperienza diretta e per sentito dire. <AleNeg> Quindi, ricapitoliamo: 1) purezza, 2) salute, 3) taglia, 4) portamento, 5) disegno. È giusto per darmi uno schema mentale da seguire…!
<FedeDm> Edu, come mai la percentuale di femmine è sempre minore rispetto a quella dei maschi nelle nascite? <educ> Altra domanda alla quale non c'é una risposta. Anche io ho notato questa particolarità che mi fa rabbia perché a volte mi mancano le femmine. Ora mi ritrovo con 10 maschi ancestrali t/r adulti e 2 sole femmine dello stesso tipo. I fortunati che vanno in pareggio sono pochi.
<FedeDm> In un allevamento è meglio avere più maschi o più femmine? <educ> Ritengo che non ci siano regole precise al riguardo.
<AleNeg> Però, quando si predispongono le cove, in quale proporzione vanno tenuti maschi e femmine, cioè quante femmine “di scorta” in più rispetto ai maschi? <educ> Preferisco avere più femmine, perché c'é la mortalità per ritenzione dell'uovo, che incide nel periodo della riproduzione. <educ> Anche nei Passeri del Giappone c'è prevalenza di maschi. <AleNeg> Quindi in quali proporzioni? Cioè, su una decina di coppie, quante femmine di scorta? 5-6? <ENZO54> Sì, Ale.
<Axun> Allora, precisando che allevo solo a fine amatoriale e senza l'ausilio di balie, meglio la riproduzione autunnale o primaverile? Oppure si possono avere gli stessi risultati, basta rispettare sempre lo stesso ciclo? <educ> Se il locale é riscaldato e illuminato in modo da riprodurre il clima primaverile, puoi allevare anche in autunno in purezza, altrimenti é meglio in primavera. <LUCRETIAM> Ma... in primavera c'è l'umidità giusta? <educ> Dipende dalla località. Se non supera il 70-75% va bene. <LUCRETIAM> In primavera (almeno dalle mie parti, in Lombardia), cambiano spesso il tempo e la relativa umidità. <educ> Bisogna vedere se le oscillazioni sono esagerate.
<AleNeg> Nel tuo libro dici che i testanera sono di solito i più bravi ad allevare in purezza: dei miei gould, i genitori in assoluto più bravi si sono dimostrati i testagialla (testanera beccogiallo inclusi). Dovremmo ricrederci? <educ> Sono le solite affermazioni che provengono dall'esperienza degli allevatori, non suffragate da riscontri statistici seri.
<Axun> Avrei un'altra domanda: con che prodotto pulite le gabbie? Basta il solo sapone? <AleNeg> Le gabbie le lavo con acqua calda e detersivo al cloro che compro al discount LIDL. Poi le risciacquo bene e le faccio asciugare al sole. Le lavo 1 volta all'anno, di solito a luglio. <rosario> Io le pulisco con la stermina. <ENZO54> Giusto, e di solito pitturo anche il locale.
<LUCRETIAM> Sto valutando la possibilità di iscrivermi alla FOI. Che dite? Ne vale la pena, visto che allevo solo a scopo amatoriale? E quali vantaggi posso trarre dall'essere iscritto alla FOI? <AleNeg> Io mi sono iscritta principalmente per gli anelli, poi per la rivista e poi per fare le cose un po' più sul serio, appartenendo alla Federazione. <LUCRETIAM> Non vorrei iscrivermi solo per gli anelli. <ENZO54> In linea di massima non dovrebbero "girare" soggetti privi di anellino FOI ed è comunque una tutela essere iscritti. Se io dovessi prendere un soggetto da te privo di anello, come faccio a sapere se il soggetto è giovane o se ha 2/3 anni? <AleNeg> Si fa inoltre parte di una federazione riconosciuta dallo Stato, che conta circa 20 mila soci. <LUCRETIAM> Come si fa per iscriversi? <ENZO54> Sono 15 anni che sono iscritto. <AleNeg> Io 2. <ENZO54> Per iscriversi basta che vai nell'associazione FOI della tua città e ti fai dare il modulo. ultima revisione di questa pagina: 12 giugno 2007 |
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