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Ricordo come se fosse ieri il mio incontro con il Gould: era arrivato un fascicolo di una famosa enciclopedia di ornitologia e rimasi affascinato dalla sua livrea. I mie i occhi non avevano mai visto colori più belli in un uccellino, la forma del corpo e la colorazione del becco… mi affascinava tutto di lui, ma non sapevo nulla di lui e non approfondii più di quanto era scritto su quel fascicolo intorno al suo conto, in quanto per me era troppo bello e non sapevo se mai l'avrei potuto avere e se mai sarei stato in grado di allevarlo. Infine, vi dico che per me era irraggiungibile.
Dopo qualche anno, un mio carissimo amico, Piccione Paolo, con il quale condivido la passione ornitologica, anche se lui alleva di più Tortore Diamantine per le quali nutre lo stesso amore che io ho verso i Gould, mi disse che sapeva di una mostra ornitologica a Venetico nella provincia di Messina. Ci andammo. Fu proprio in quella mostra che entrando, a destra, vidi i miei primi Gould di presenza: non ci credevo, ero con mia moglie e mia figlia di quasi un anno e, girando tra le tantissime gabbie strapiene di Canarini, io pensavo a quei Gould e a quanto erano belli. Ritornai dall'allevatore al quale chiesi il prezzo, abbordabile, ma non li acquistai subito, perché pensavo di non essere all'altezza per allevarlo. Poi, una volta uscito dalla mostra e già nella strada del ritorno, in macchina, dissi a mia moglie che volevo acquistare una coppia di Gould: lei acconsentì e ritornammo a comprarli. Una volta arrivati dall'allevatore, scelsi un maschio ancestrale e una femmina petto bianco, entrambi testa rossa.
Arrivato a casa, li misi subito in voliera, ma, dopo qualche settimana, uno non si adattò bene e con lui ebbi subito qualche problemino. Dato che era novembre, pensai bene di metterli in una gabbia da 70 cm costruita da me stesso e li misi dentro in casa: svernarono in gabbia e ricordo che mio cugino diceva che per lui erano mummie e infatti non sbagliava, sembravano due mummie. Si svegliavano solo poco prima della sera e poi di nuovo sui posatoi a riposare ma, al sopraggiungere della primavera misi la coppietta in voliera, con una coppia di Cardellini. I Canarini erano in gabbie da cova, quindi i Gould avevano molto spazio e dentro la voliera misi anche due piante di alloro, in mezzo alle piante un bel nido e in alto, attaccato alla rete della voliera, ne misi un altro in legno. Bene, non facevano nulla! Il maschio era apatico e non entrava dentro il nido. A prescindere che non sapevo nulla su di loro, avevo letto solo l'indispensabile. Qualche settimana dopo, mi decisi a comprare sempre dallo stesso allevatore un altro esemplare maschio, un bellissimo petto bianco testa rossa (foto a sinistra), che entrò subito nel nido e fece la corte alla femminuccia (foto sotto a sinistra). Li alimentavo con semi per esotici e semi per Canarini con aggiunta di un poco di spinus, inoltre non facevo mancare loro pastone all'uovo, verdura fresca, mela e pastone per insettivori con insetti essiccati dentro e infine uova di formica essiccate. Morale, la femmina a maggio depose 5 uova tutte feconde, ma il maschio pensò bene di buttarli dal nido: quando li vidi non erano ancora morti e li rimisi nel nido, fortunatamente non lo fece più e li allevarono benissimo. Ogni giorno andavo a guardare da fuori la voliera e osservavo se tutto andava per il verso giusto e il mio cuore si apriva sempre di più verso loro; fecero un'altra nidiata, di ben sei pulli, che portarono avanti benissimo, ma due dei pulli mi volarono via e rimasi con otto pulli in tutto per quella stagione, i quali non mutarono completamente ma, nonostante ciò si sono riprodotti a gennaio come conferma l'immagine del maschio che imbecca uno dei suoi pulli (foto sotto a destra ).
Insomma, la mia esperienza con questi meravigliosi uccellini è iniziata in questo modo e da allora allevo Gould solo per il mio piacere e per vederli felici e allegri insieme in uno spazio adeguato e penso sempre di dargli il massimo, senza eccedere ovviamente; a volte mi trovo costretto a usare le balie, ovvero i “santi” Passeri del Giappone, che aiutano moltissimo i Gould a svezzare anche i loro stessi pulli, una volta usciti dal nido. Sono un po' come delle tate che si danno da fare quando ve n'è bisogno. Li tengo insieme ai Gould (foto sotto) e li tolgo solo quando noto che qualche coppia di Gould ha difficoltà nel portare avanti il compito di “genitori”: allora metto una coppia di passeri (per coppia intendo un maschio e una femmina, non faccio allevare da due maschi o da due femmine, anche se potrebbero farlo, ma mi sento sicuro così) in una gabbia adeguata e faccio covare le uova dei Gould. In caso tutto dovesse filare liscio, lascio tutti in voliera e allevo in colonia; le coppie le formo prima, ovvero metto il maschio e la femminuccia che mi interessa fare accoppiare insieme per qualche settimana (li metto anche insieme con qualche coppia formata), una volta affiatati non si separano più. La mia esperienza, che ovviamente può essere divergente da altre, mi porta ad affermare che le coppie, una volte formate, non si separano più e si riformano identiche anno dopo anno. Quando, per cause di forza maggiore, devo separarle maschio e femmina si chiamano anche per mesi dalle gabbie e quando ritornano insieme è festa grande.
Il mio amore verso questi uccellini cresce giorno dopo giorno. Ammiro tutto di loro, non solo i colori, ma anche il comportamento, diverso dagli altri uccelli che comunemente si allevano, molto più sociale. Io li vedo parlare tra loro, comunicare, ammirarsi l'uno con l'altro; non smetto mai di meravigliarmi ogni volta che un maschio (di solito il più grande) canta e gli altri, a gruppetti di tre o quattro, lo ammirano alzando il beccuccio verso il suo e, quando inizia il corteggiamento, con le loro testoline rivolte verso il basso, che scuotono a destra e a sinistra, e il loro saltellare su due zampette con il collo arcuato come fossero cavalli da dressage e poi i voli pazzi dei piccoli usciti da poco dal nido per far vedere quanto sono abili nel volo e il movimento della testolina che oscilla con un movimento rotatorio da destra a sinistra e viceversa, come solo loro sanno fare quando ancora pulli chiedono il cibo ai genitori. Insomma, tutto il loro comportamento è uno spettacolo senza fine, che si ripete con il ritmo delle stagioni. La mia ricetta per farli vivere bene è l'amore e poi un'alimentazione corretta e adeguata ai periodi di riproduzione, muta, riposo e di nuovo riproduzione e così via.
I miei Gould li allevo (ovviamente con proporzioni diverse secondo le stagioni) con: 1) semi per esotici (sempre a disposizione)
2) semi per canarini e spinus (sempre a disposizione con una diminuzione di qualche mese nel periodo estivo quando stanno a riposo)
3) semi germogliati (tre volte la settimana, tranne nel periodo di riposo una volta la settimana)
4) semi sbollentati (raramente, quando non ho tempo per quelli germogliati)
4) pastone all'uovo con aggiunta di un preparato per migliorare la digestione e sali minerali.
5) pastone per insettivori dove è presente una buona quantità di insetti essiccati (sempre tranne il periodo di riposo)
6) verdure quali: centocchio, tarassaco o dente di leone, brassicaceae, broccoli, spinac i, lattuga, scarola, verza, borsa del pastore e altre (due volte la settimana, tranne quando hanno i pulli nel nido, le somministro anche quattro volte la settimana e a seconda delle erbe che si trovano in campagna) (foto a destra). 7) mela (una volta la settimana)
8) grit con aggiunta di carbone ornitologico
9) osso di seppia (sempre a disposizione)
10) vitamine durante il periodo della muta e vitamina E durante la riproduzione
11) yogurt con fermenti lattici vivi (cinque giorni al mese consecutivamente)
12) la “ricottina” del Dott. Eduardo Corsini, che ho trovato ottima e anche i miei Gould, ma nel periodo caldo non la somministro in quanto si deteriora facilmente.
Ogni giorno nel periodo estivo metto dei sottovasi per il bagnetto, mentre nel periodo invernale li metto solo nelle belle giornate di sole.
Dimenticavo di dire che per me è importantissimo lo spazio ed evito sempre il sovraffollamento che per me è mortale. I miei gioielli vivono in una voliera che è lunga due metri e mezzo, alta due metri e profonda un metro. Ora sto pensando di ingrandirla. La voliera è alloggiata in un locale soleggiato e d'inverno riscaldato. Vi coabitano sei coppie di Gould, quattro di Passeri del Giappone e tre di Diamante Mandarino, che durante la riproduzione dei Gould alloggio in gabbie da un metro.
Spero di avervi trasmesso un po' del mio amore verso queste meraviglie di uccelli che Nostro Signore ci ha voluto donare, per farci ammirare un granello di Paradiso…
Eppure noi, ancora una volta, egoisticamente, stiamo distruggendo il loro habitat, ma quando ci fermeremo! Testo e fotografie: Prof. Giuseppe Perdichizzi
Un sincero ringraziamento a Giuseppe, che ci ha raccontato la sua esperienza di allevamento dei nostri amati Diamanti di Gould.
ultima revisione di questa pagina: 13 giugno 2007

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