Riproduzione

IL CORTEGGIAMENTO

Il corteggiamento e i suoi rituali in cattività sono analoghi a quanto accade in natura (vedere storia-habitat-comportamento), cioè il canto, la danza, ecc.

La soluzione migliore per avere coppie affiatate è quella di tenere gli uccellini tutti insieme in una voliera e lasciare che scelgano liberamente il partner. Questo però pregiudica l'applicazione di criteri selettivi rigidi o quantomeno pianificati. Solitamente, le coppie che si formano spontaneamente sono molto sollecite e motivate nella riproduzione; tuttavia, il fatto che si siano scelte da sole non è comunque una garanzia di riproduzione in purezza senza intoppi. Accade anche che coppie assortite dall'allevatore allevino in purezza.

Nel caso in cui si decida per la riproduzione in singole gabbie da cova (ricordiamo che la misura ideale è 90 cm), una volta scelte le coppie, bisogna immettere nella gabbia da cova prima il maschio e successivamente, a distanza di 1 o 2 giorni, la femmina. Si fa questo perchè spesso la femmina è molto territoriale e se viene messa in gabbia per prima, quando viene immesso il maschio, può sviluppare comportamenti aggressivi. Se i due si piacciono, il maschio inizia subito ad agitarsi e dare vita al corteggiamento. Capita spesso però che i due inizino a litigare e a mostrarsi molto aggressivi. In questo caso si può provare a mettere il divisorio alla gabbia, lasciando che la coppia continui a vedersi e a sentirsi per circa una settimana. Dopo questo periodo, si prova a riunirli. Se le liti proseguono, allora è necessario dividere la coppia e cercare nuovi partner per entrambi.

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GLI ALLOGGI E LE ATTREZZATURE PER LA RIPRODUZIONE

La gabbia deve essere già dotata di tutto l'occorrente per la riproduzione, nello specifico un nido a doppia camera e una griglietta esterna porta-fieno, sempre ben rifornita. Il nido va preventivamente imbottito mettendo sul fondo della camera più profonda un paio di fogli di carta assorbente da cucina e poi una manciata di fieno (quello per conigli, in vendita anche nei supermercati, è ideale). Questa pre-imbottitura è particolarmente utile, dato che i gould in cattività si limitano a rifinire il nido portando qualche pagliuzza, raramente costruiscono il nido partendo da zero.

 

LA DEPOSIZIONE E LA COVA

La femmina depone le uova (bianchissime e molto tondeggianti) dopo circa 5 giorni dal momento dell'accoppiamento, che di solito avviene all'interno della cassetta nido, la quale dovrebbe essere a doppia camera. La deposizione avviene ogni mattina e l'incubazione a volte inizia già al terzo uovo, ma solitamente inizia quando la deposizione è terminata. Una covata normalmente è composta da 5-6 uova (con punte minime di 4 e massime di 9). A sinistra un nido con ben 9 uova!

La cova viene portata avanti da entrambi i partner, che si alternano nel nido durante il giorno, mentre di notte di solito cova solo la femmina (ma capita che alcuni maschi tengano compagnia alla femmina anche di notte, dentro il nido). Spesso durante il giorno le uova vengono covate solo dal maschio e capita anche che i due uccellini covino insieme per molto tempo. Alcuni Diamanti di Gould sono piuttosto diffidenti e tollerano poco le ispezioni nel nido, scappando subito spaventati, altri non si spostano dalle uova o dai piccoli nemmeno se li tocchiamo con le mani. Comunque, per non disturbarli eccessivamente, bisognerebbe sempre aprire il nido approfittando delle loro uscite spontanee, anche se riconosco che questo non è sempre possibile. Per garantire alle uova il giusto grado di umidità, occorre mettere regolarmente a disposizione dei riproduttori il bagnetto.

A partire dal settimo giorno è possibile effettuare la "speratura" con risultato certo, allo scopo di eliminare le uova non fecondate. Le uova infeconde vanno tolte perché rompendosi potrebbero imbrattare le altre uova chiudendone i pori e facendo morire l'embrione. Inoltre, un uovo marcio che si rompe è veicolo di molti batteri.

La speratura si può comodamente effettuare nel nido, senza toccare le uova, utilizzando una penna spera-uova, come quella nella foto qui sotto. Si tratta semplicemente di una penna luminosa che si trova in vendita anche nei negozi del fai-da-te o nei supermercati, non solo nei negozi di ornitologia. Ha una piccola lampadina a una estremità e un pulsante all'altra. Come si usa: si apre il nido e si rivolge la lampadina verso il fondo del nido, fra le uova, quasi appoggiandola al fieno del fondo, illuminando così le uova dal di sotto. In questo modo le uova diventano semi-trasparenti e lasciano intravedere il loro contenuto. Se l'uovo è fecondo, inizialmente si vedranno dei vasi sanguigni, poi, a mano a mano che l'embrione si sviluppa, si noterà una massa scura che diventerà sempre più grande. Le uova non feconde, invece, appaiono fortemente illuminate di bianco e quasi completamente trasparenti. Al limite si intravede una leggera ombra giallastra, che altro non è se non il tuorlo.

Le uova feconde si distinguono anche per il fatto che assumono un aspetto bianco opaco, gessoso e appaiono "piene" all'occhio esperto, mentre quelle infeconde prendono un aspetto lucido e una certa trasparenza. Se nel nido restano solo 1-2 uova feconde, al momento della schiusa si devono aggiungere un paio di uova finte in plastica: in questo modo i pulli non vengono schiacciati dal peso dei genitori, che viene invece distribuito anche sulle uova finte. Se tutte le uova sono infeconde, togliere il nido e gettare le uova. Pulire il nido, reimbottirlo con materiale nuovo e rimetterlo dopo circa 1 settimana. La femmina inizierà presto una nuova deposizione.

A volte può capitare che i genitori non rientrino nel nido per una notte. In condizioni di temperatura idonee (cioè almeno 20-25 gradi), gli embrioni possono non risentire di questi abbandoni, anche se durano un'intera notte.

LA SCHIUSA

Dopo 16-18 giorni dall'inizio della cova, le uova iniziano a schiudersi. I piccoli, a differenza dei pulli di canarino che presentano un impalpabile piumino, sono completamente glabri e hanno la pelle di colore rosato.

Qui sotto potete vedere delle foto scattate a una covata di Diamanti di Gould. Si vedono chiaramente tutte le fasi della crescita e i gozzi stracolmi di cibo. Si tratta di piccoli allevati in purezza, senza l'ausilio di balie.

1° g iorno

3° giorno

giorno

12° giorno

18° giorno

22° giorno

Già dal primo giorno di vita i genitori iniziano a nutrire con solerzia i piccoli, che hanno un modo singolarissimo di chiedere il cibo. Non fanno come i canarini, che sollevano in alto la testa, spalancano il becco e pigolano. I pulli di Diamante di Gould restano accovacciati, rivolgono la testa verso l'alto, emettono un pigolio molto stridulo e acuto, aprono il becco e lo ruotano lentamente da destra a sinistra. L’imbecco è facilitato dalle papille luminescenti ai lati del becco e dai disegni neri presenti sul palato e sulla lingua. Molti credono che queste papille servano ai Diamanti di Gould per imbeccare i piccoli di notte, ma in realtà servono per imbeccare i pulli al buio, dato che normalmente in natura questi uccellini nidificano all'interno dei tronchi e in cattività in nidi a doppia camera, quindi luoghi poco luminosi. Da qui si deduce l'importanza dei nidi a doppia camera, i quali riproducono le condizioni che il Diamante di Gould ricerca istintivamente in natura.

I piccoli, invece di disporsi con le teste al centro del nido, si dispongono in fila, uno a fianco all'altro. Se sono tanti, si dispongono in due file, tutti con la testa rivolta nella direzione dell'entrata della cassetta nido, la direzione dalla quale arrivano i genitori e quindi il cibo.

Apriamo una parentesi e parliamo della procedura di INANELLAMENTO. La Federazione Ornicoltori Italiani (FOI) mette a disposizione dei soci degli anelli di varie misure da apporre alla zampa dei novelli. Per i Diamanti di Gould gli anelli consigliati sono del tipo Y. Gli anelli vanno ordinati presso la propria Associazione Ornitologica di appartenenza con un certo anticipo, dato che i tempi di consegna sono circa di 40 giorni. Gli anelli vanno infilati alla zampa dei novelli quando questi hanno circa 4-5 giorni di vita. Ogni allevatore, dopo le difficoltà della prima volta, impara a capire quando è il momento ideale. Gli anellini vanno infilati avendo cura che le scritte siano rivolte nel senso giusto per poter essere lette con l'uccellino in piedi. Si inizia infilando le 3 dita anteriori, facendo scorrere l'anello sulla giuntura e facendo fuoriuscire il dito posteriore. Ci si può aiutare ungendo l'anellino con un po' di olio o bagnandolo con un poco di saliva; per far uscire il dito posteriore dall'anellino, è possibile aiutarsi con uno stuzzicadenti in legno a cui è stata limata e smussata la punta. L'anello FOI risulta essere inamovibile, dato che quando il soggetto crescerà non sarà più possibile sfilarlo e accompagnerà come una carta di identità tale soggetto per tutta la sua vita, consentendo per sempre di risalire all'anno di nascita e all'allevatore. I dati riportati sugli anelli sono i seguenti (prendiamo a esempio l'anello della foto sopra):

- codice RNA (Registro Nazionale Allevatori), il codice unico e personale che identifica ogni singolo socio FOI; in questo caso 11FE

- la sigla FOI e l'anno di nascita del soggetto: 06 per il 2006, 07 per il 2007 e così via

- un numero progressivo, che serve a rendere unico ogni anello; per esempio, ciascun allevatore ogni anno ordina i nuovi anelli e, secondo il numero di novelli previsti, ordina per esempio anelli dal numero 1 al numero 200, se prevede di far nascere fino a 200 novelli. L'anello nero della foto riporta il numero 2 (anche se è seminascosto).

Per identificare soggetti particolari o portatori di una specifica mutazione, esistono in commercio anellini apribili in plastica o alluminio (come quelli nella foto a sinistra). Questi anellini possono essere messi o tolti in qualsiasi momento.

 

Se si lascia a disposizione del materiale di imbottitura nuovo, i genitori continueranno a portarlo nel nido, mantenendo i pulli su un fondo pulito, con un notevole vantaggio dal punto di vista igienico.

Ecco un breve schema riassuntivo che illustra le varie fasi della crescita dei pulli:

  • 4-5 giorni = la pelle inizia piano piano a cambiare colore, passando da un rosato carico a una specie di grigio scuro, partendo dalla testa
  • 7 giorni = iniziano ad aprirsi gli occhi, spuntano le estremità delle guaine delle penne su ali (remiganti) e coda (timoniere)
  • 9 giorni = sono visibili le guaine delle piume sui fianchi e sulla schiena
  • 12-14 giorni = spuntano dalle guaine le penne delle ali e della coda, compaiono le guaine sul petto, sulla testa e sul ventre
  • 14-16 giorni = le penne delle ali sono quasi completamente fuori dalle guaine
  • 18-19 giorni = il dorso è quasi completamente coperto di piume e si inizia a vedere bene il colore verde oliva - grigio delle piume
  • 22-25 giorni = i piccoli sono completamente impiumati e si preparano a lasciare il nido

Una volta usciti dal nido (solitamente intorno ai 25 giorni di vita), i piccoli attraversano un periodo difficile. Vanno tenuti costantemente sotto controllo per intervenire nel caso in cui si notino problemi. A volte capita che, una volta abbandonato il nido, i genitori smettano improvvisamente di alimentare i pulli, ignorandoli completamente e facendoli morire di fame. Quindi occhi aperti e al primo segno di impallamento e apatia (occhi chiusi, staticità), intervenire immediatamente con qualche imbeccata artificiale, usando un'apposita polvere da imbecco e una siringa senza ago. Di solito è sufficiente fare questo per un paio di giorni. A mano a mano che i piccoli prendono forza e cominciano a cibarsi da soli, si vedrà nel gozzo una quantità sempre maggiore di cibo assunto autonomamente. Quando il gozzo a ogni controllo risulta bello pieno per un paio di giorni di fila, il periodo critico può considerarsi superato. Per aiutarli a raggiungere le mangiatoie, è utile inserire nella gabbia e soprattutto in voliera un numero aggiuntivo di posatoi, soprattutto vicino al fondo.

Utili, anzi, indipensabili, sono le spighe di panìco, che non devono mai mancare in gabbia quando ci sono dei novelli appena involati. Le spighe invogliano i piccoli a cibarsi da soli, oltre a tenerli occupati.

Si raccomanda di non mettere il bagnetto per qualche giorno, oppure di metterlo limitandosi a riempirlo con pochissima acqua, per evitare che i pulli inesperti possano affogare... non è un'eventualità così remota.

Una volta vuoto, il nido deve essere pulito, lavato e disinfettato con cura. Dato che le deiezioni dei pulli restano tutte nel nido, bisogna fare attenzione a rimuovere bene ogni traccia di feci.

Un utile stratagemma per evitare un imbrattamento eccessivo del nido e facilitarne la pulizia è questo: prima di mettere il nido in gabbia, si fodera il fondo con della carta assorbente da cucina (foto a fianco) facendola risalire il più possibile sui lati del nido, poi si copre il fondo con un po' di fieno per conigli. In questo modo, quando il nido è da vuotare, togliendo la carta assorbente, il fondo e le pareti restano piuttosto puliti e il lavoro di pulizia è più agevole.

A 55 giorni di vita i piccoli possono essere considerati indipendenti, ma occorre sempre vigilare e soprattutto non avere troppa fretta di separarli dai genitori. E' consigliabile lasciarli insieme il più a lungo possibile, separandoli solo quando i genitori iniziano un nuovo ciclo riproduttivo. Questo perchè gli adulti potrebbero mostrare una certa aggressività verso i novelli. Comunque, se la convivenza non crea problemi (soprattutto in una voliera o un gabbione, dove c'è spazio a sufficienza) si possono tranquillamente lasciare tutti insieme. Alcuni raccomandano caldamente questa convivenza perché sostengono che in questo modo i novelli della prima covata vedono i genitori e "imparano" le fasi della riproduzione. Inoltre capita spesso che i fratelli maggiori imbecchino i fratelli più piccoli: quindi una buona scuola per il futuro.

Se invece si vogliono dividere i novelli dai genitori, sarebbe opportuno trasferire i primi in una voliera spaziosa per farli irrobustire con il volo e far loro completare adeguatamente lo sviluppo corporeo. La voliera non deve essere troppo affollata, allo scopo di evitare uno stress eccessivo agli uccellini che si troverebbero a dover competere per un posto sui posatoi o alla mangiatoia. Ovviamente occorre posizionare più mangiatoie e più beverini in posti differenti.

A circa 3 mesi di età, i novelli inizieranno la loro prima muta, un periodo molto delicato e impegnativo che può richiedere mesi per essere completato. Il processo di rinnovo delle piume ha inizio sul ventre, poi in ordine sul codione, sulla testa, sul petto, sulla schiena, sulle ali e per ultime vengono le penne della coda. Nella foto a sinistra si vede un novello che inizia a mostrare il viola del petto, il giallo del ventre e l'arancio della maschera.

LE BALIE

Alcuni allevatori usano ricorrere alle balie, solitamente i Passeri del Giappone (Lonchura striata domestica), nei casi in cui i Diamanti di Gould diano problemi, cioè quando depongono, ma non covano, oppure quando covano, ma non imbeccano. Va detto che in passato l'uso indiscriminato dei Passeri ha fatto notevolmente perdere l'istinto riproduttivo al Gould, che ora, come è noto, presenta spesso problemi legati alla mancanza di istinto parentale. Si tendeva, infatti, a usare i Gould solo come produttori di uova, demandando la cova e l'imbecco solo ed esclusivamente ai Passeri, questo allo scopo di aumentare molto il numero di novelli prodotti.

Sinceramente, all'inizio avevo deciso di non parlare in questo sito delle balie e avevo anche la ferma intenzione di non acquistarle. Poi, parlando con allevatori esperti, mi è stato caldamente consigliato di prendere qualche esemplare per i casi di emergenza. In effetti, è molto triste veder morire di fame dei piccoli Gould e non sempre il lavoro permette di imbeccare regolarmente i pulli bisognosi di cibo. Quindi, alla fine ho comprato qualche coppia di passeri da usare in casi di emergenza, ma non come prassi di allevamento.

Come balie si usano dei Passeri del Giappone allevati proprio a questo scopo. I Passeri da esposizione, infatti, per ironia della sorte, spesso hanno a loro volta bisogno delle balie! Presso i negozi specializzati o gli allevatori, si trovano questi soggetti non selezionati (solitamente pezzati e multicolori), che sono molto rustici, prolifici, vivaci, instancabili imbeccatori e molto gregari fra loro. Il costo solitamente oscilla dai 3 ai 5 euro l'uno.

Il Passero del Giappone NON presenta dimorfismo sessuale, quindi significa che il maschio e la femmina sono visivamente identici. L'unico modo per distinguerli è il canto, che viene emesso solo dai maschi. Sebbene sia sempre consigliabile avere coppie "giuste" di Passeri, anche coppie formate da 2 femmine o da 2 maschi spesso covano e allevano i piccoli senza alcun problema.

La gestione delle balie deve avvenire in questo modo: sia i Gould che i Passeri devono entrare in riproduzione contemporaneamente. L'importante è che i Passeri siano pronti quando i Gould iniziano la riproduzione.

Se i Gould covano, vanno lasciati stare, perché è già un passo avanti, ma se depongono e si disinteressano completamente delle uova, magari seppellendole sotto il fieno, allora si possono passare tali uova ai Passeri (se lo si vuole).

Se dopo la cova i Gould imbeccano, idem come sopra, si lasciano fare: avere coppie che allevano da sole è una vera fortuna e per nessun motivo va loro impedito di seguire il loro istinto. Se invece, dopo la schiusa, i Gould non imbeccano, occorre dare i piccoli alle balie, suddividendoli in modo da non avere un numero eccessivo di pulli per ogni nido. In teoria si dice che per ogni coppia di Gould ne vadano tenute 3 di Passeri.

Un sistema "intermedio" consiste nel far girare i pulli, nel senso: se nascono 6 pulli e non vengono imbeccati dai Gould, si inizia a spostarne 3 sotto le balie e vi si lasciano per un paio d'ore. Quando sono stati nutriti, questi 3 si rimettono ai Gould e si spostano gli altri 3 sotto le balie. E via così, per il numero di imbeccate giornaliere necessarie. Ovviamente si tratta di un metodo impegnativo che presuppone una certa disponibilità in termini di tempo. In questo modo, i Gould, avendo nel nido dei pulli nutriti e vispi che chiedono l'imbeccata con energia, possono essere spinti all'imbecco, imparando come si fa e magari mettendolo in pratica nella covata successiva. Una specie di scuola di imbecco, insomma. Ovvio che non si hanno certezze: i Gould possono benissimo andare avanti a ignorare i piccoli!

L'ultima cosa: i Passeri usati come balie devono essere sani! Se si usano come balie dei soggetti malati, le malattie passeranno inevitabilmente ai pulli di Gould attraverso l'imbeccata. Come sempre, quando si comprano soggetti nuovi, occorre lasciarli separati in quarantena per un paio di settimane. In questo lasso di tempo, se ci sono patologie o altri problemi, normalmente escono fuori a causa dello stress dovuto al cambiamento di ambiente. Inoltre, le gabbie dei passeri vanno tenute pulite... un compito non facile, data la capacità di questi uccellini di imbrattare di feci praticamente ogni cosa che capiti loro a tiro. Quindi, l'impegno da dedicare alla pulizia delle loro gabbie dovrà essere costante e frequente.

Ultima revisione di questa pagina: 10 agosto 2007